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mercoledì 25 marzo 2015

ACAI : tutte le SPECIALI PROPRIETÀ !

ACAI :  tutte le speciali proprietà !











Gli Indios che vivono nella selvaggia Amazzonia definiscono l'acai il "Frutto della Vita".

L'acai, o uva di palma, ricorda per il suo aspetto esteriore gli acini di uva nera, con meno polpa e un solo seme; per questo si parla di Bacche di Acai, o Acai Berry. Purtroppo tali bacche costituiscono un prodotto facilmente deperibile, per questo motivo vengono congelate subito, oppure spremute per estrarre il succo.
L'acai, o uva di palma, ricorda per il suo aspetto esteriore gli acini di uva nera, con meno polpa e un solo seme; per questo si parla di Bacche di Acai, o Acai Berry. Purtroppo tali bacche costituiscono un prodotto facilmente deperibile, per questo motivo vengono congelate subito, oppure spremute per estrarre il succo.
Il colore viola scuro è dovuto all'elevata presenza di antocianine: un pigmento idrosolubile che aiuta a combattere i radicali liberi, a ridurre i livelli di colesterolo, e a prevenire il cancro.  Le bache di Acai proteggono i vasi sanguigni, e possono essere utilizzate nella prevenzione e terapia dei disordini circolatori. Non solo, rafforzano il sistema immunitario, e le ossa.
Nella vita di tutti i giorni gli effetti delle Bacche di Acai si notano grazie a un'aumentata resistenza allo stress e alla fatica. Inoltre molte persone le utilizzano per controllare il peso, poiché il loro consumo regolare aumenta il metabolismo del corpo.
Le bacche di Acai contengono più proteine di un uovo.. e non alzano il colesterolo ! Contengono più antiossidanti rispetto a qualsiasi fonte conosciuta: combattono l'invecchiamento, ostacolano la degenerazione delle cellule, e rendono la pelle più elastica e idratata, conferendole un aspetto migliore.
100 gr. di Acai contengono 110 kCal, 0 mg di colesterolo, 73 mg di sodio, 60 mg. di Omega 6 e 2700 mg. di Omega 9, oltre a grandi quantità di Vitamina A-C-E, fibre, Calcio e Ferro. Inoltre le Bacche di Acai contengono ogni tipo di minerale-traccia conosciuto, e in quantità superiore a qualsiasi altra fonte di cibo naturale attualmente conosciuta. In poche parole, le bacche di Acai non permettono di vivere per sempre... ma migliorano moltissimo la vita !
Il migliore integratore al mondo contenente anche estratto di ACAJ é :

TRE' gnld neolife !







COMITATO di CONSULENZA 

SCIENTIFICA della GNLD 

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TUMORE e ALOE : STUDI CLINICI dimostrano l' efficacia dell' ALOE ARBORESCENS contr il CANCRO !

Tumore e Aloe: Studi clinici dimostrano efficacia Aloe Arborescens contro il cancro


L’efficacia dell’Aloe Arborescens e della ricetta di padre    Romano Zago è stata comprovata nei trattamenti sui malati di cancro sottoposti a chemioterpia, dimostrando non solo gli enormi benefici verso il paziente ma anche la capacità di ridurre la mortalità in coloro che l’assumono nel periodo successivo al trattamento, portando anche alla regressone del tumore.


La Ricetta di Padre Romano Zago: e l’efficacia clinica contro i tumori

Un recente studio del 2009 dimostra a tutti gli effetti le proprietà antitumorali dell’aloe arborescens che abbinata in chemioterapia in molti pazienti con carcinoma metastatico in fase iniziale permette di ridurre la tossicitià della chemio introducendo sostanze endogene immunomodulanti o esogene.




L’Efficacia della ricetta di Padre Romano Zago dell’ Aloe Arborescens

L’efficacia dell’ aloe  per combattere il cancro è anche stata evidenziata in oltre 240 casi di pazienti con patologie differenti (cancro del colon-retto, cancro al polmone etc) trattati con chemiuterapia con l’aloe o senza per verificare l’efficacia del trattamento.
L’Aloe venne somministrata per via orale seguendo la ricetta di padro romano Zago durante la chemioterapia e anche dopo: il tutto a 10 millilitri tre volte al giorno senza sospensioni fino al termine della malattia, da 5 giorni prima dell’inizio della chemioterapia in una miscela composta da 300 grammi di foglie fresche di aloe, 500 grammi di miele e 40 milligrammi di alcol.




I Palesi risultati degli studi clinici della terapia con l’aloe e di quella senza.

Sia le risposte complete che quelle parziali hanno evideziato nei pazienti a cui era stata somministrata l’aloe un netto miglioramento rispetto a coloro che avevano seguito solo la chemioterapia: ben il 34% contro il 19%.
Il controllo finale della malattia ottenuta dai paziente ha evidenziato anche in quelli che sono stati trattati dall’aloe un miglioramento ampiamente maggiore rispetto a quella dei pazienti non trattati solo con la chemioterapia (67% contro 50%)
Senza contare la percentuale di sopravvivenza dei pazienti a 3 anni che ha evidenziato una maggiore percentuale rispetto a quella dei pazienti non trattati 
con l’aloe.



Le piante  antitumorali 

L’aloe è una pianta molto importante grazia alle sue ampie funzioni antitumorali, antioddisante, antiproliferative,immunostimolanti.
Ma non solo l’aloe può essere assunta infatti anche la Mirra e la Cannabis hanno dimostrato proprietà antitumorali, poichè anche se possiedeno una struttura chimica differente entrambe hanno le medesime proprietà già citate.



Le Funzioni Terapeutiche dell’Aloe Arborescens

L’aloe è stata impiegata con successo in diverse terapie per il trattamento della psoriasi, iperlipidemia e diabete mellito e può esercitare effetti anticolesterolo ed effetti antidiabetici. Inoltre permette la stimolazione  facilitando la riparazione delle ferite.
Questo studio suggerisce quindi che l’aoe può essere integrato con successo alla chemioterapia per aumentare le chance di guarigione e sopravvivenza a lungo termine per combattere il cancro e facilitare la regressione del tumore.







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mercoledì 18 marzo 2015

Quando lo SPORT logora l' ANCA !


Quando lo sport logora l'anca















L'artrosi non è una malattia tipica solo della terza età: colpisce spesso anche i giovani, e tra i maschi sono i più sportivi amid esserne penalizzati. La michirurgia mininvasiva artroscopica aiuta ad evitare, o almeno a ritardare, il ricorso alle protesi. Chirurghi da tutto il mondo hanno fanno il punto in Humanitas. Ecco i 7 consigli per allontanare il rischio di artrosi.


  
L'artrosi è la malattia cronica più diffusa tra gli over 75 nel nostro Paese e colpisce soprattutto le donne (circa il 60%contro il 40% degli uomini). Nel caso dell'anca, in particolare, l'artrosi porta ad una degenerazione della cartilaginedell'articolazione coxo-femorale, la cavità destinata ad accogliere la testa del femore, con conseguenze invalidanti come dolore e difficoltà nei movimenti. Il risultato è un dolore intenso all'inguine che si irradia al ginocchio e all'anca, talvolta anche al gluteo. Se non trattato precocemente, quel dolore può portare a consumare l'articolazione e rendere necessario l'intervento di protesi con sostituzione dell'articolazione in giovane età.




L'artrosi dell'anca colpisce anche i giovani, attenzione alla cartilagine


Fino a pochi anni fa l'artrosi dell'anca veniva considerata una patologia tipica della terza età. In realtà, secondo il Riap (Registro italiano artro-protesi) sono oltre 90.000 le persone affette da artrosi che ricorrono all'intervento di protesi d'anca. Tra queste anche giovani, prevalentemente maschi quarantenni e sportivi. Sembra infatti che un'eccessiva e intensa attività sportiva prolungata, possa costituire un fattore di rischio per una precoce usura della cartilagine, una membrana elastica ma molto resistente che favorisce ogni movimento articolare; il risultato è lo sfregamento delle ossa che compongono l'articolazione con conseguente dolore tipico dell'artrosi dell'anca.
"Oggi l'obiettivo degli specialisti - spiega Grappiolo - è trovare le soluzioni più adatte per il singolo paziente, tenendo conto della sua età e della gravità della situazione. In generale per il trattamento delle patologie degenerative dell'anziano, in buona salute, la soluzione migliore è la protesi, che garantisce efficienza per un numero adeguato di anni. Nel giovane invece vanno considerati, quando possibile, trattamenti alternativi, di chirurgia conservativa. Quest'ultima può essere praticata a cielo aperto oppure con tecnica mininvasiva artroscopia, scegliendo in base ad un algoritmo diagnostico la terapia più adatta".

Interventi all'avanguardia per prevenire la protesi d'anca in giovane età


L'artroscopia d'anca è una tecnica di intervento innovativa che permette di correggere, in modo mininvasivo, le cause di dolore all'anca come il conflitto tra femore e acetabolo che porta alla distruzione della cartilagine. "L'intervento - spiega Grappiolo - prevede 3 piccoli fori di circa 5 millimetri ciascuno per l'accesso di una minuscola video-sonda che permette la visione globale dell'articolazione. In questo modo, il chirurgo è in grado sia di valutare de visu la causa del dolore sia di intervenire per risolverla.
Prima dell'intervento è fondamentale una corretta e precisa diagnosi: in Humanitas disponiamo di artro-risonanza ad alta definizione, esame diagnostico imprescindibile per pianificare un'adeguata correzione e prevedere il risultato dell'intervento.




tempi di recupero dopo l'intervento in artroscopia sono di circa 2 mesi, e dopo 3-6 mesi è possibile riprendere appieno l'attività agonistica, che invece sarebbe sconsigliata nel caso di sostituzione dell'anca con una protesi". I benefici per il paziente sono importanti. Innanzitutto la mini-invasività dell'intervento, che comporta cicatrici minime - solo tre piccoli fori sulla pelle per l'inserimento della video sonda - e ridotti tempi di recupero e ritorno alle normali attività quotidiane, perché muscoli e tessuti non vengono recisi durante l'intervento. Inoltre, è possibile risolvere il dolore già in sede di artroscopia e senza necessità di ulteriori interventi. La riabilitazione, infine, è prevista solo in alcuni casi, su indicazione del chirurgo.

7 consigli per allontanare il rischio di artrosi


  • evitare il sovrappeso: se sottoposte a un carico di peso eccessivo, le articolazioni vanno incontro a degenerazione progressiva e quindi artrosi.
  • svolgere una moderata attività fisica: le articolazioni, se sollecitate eccessivamente da un'intensa attività sportiva, vanno incontro a usura, soprattutto in presenza di malformazione dell'anca.
  • evitare di danneggiare le articolazioni: dopo i 40 anni, calcio, calcetto, rugby, corsa, anche jogging, e tennis se praticati con frequenza, sono gli sport che più di altri tendono a danneggiare le articolazioni perché richiedono movimenti ripetitivi e prolungati nel tempo.
  • scegliere lo sport giusto: nuoto, bicicletta, golf, camminate anche in montagna, pilates e yoga sono gli sport che mantengono in salute le articolazioni; anche la cyclette e il tapis roulant possono aiutare a mantenersi in forma durante il periodo invernale.
  • evitare la sedentarietà: l'inattività porta all'irrigidimento dell'articolazione con conseguente dolore al movimento.
  • mangiar sano: una dieta sana ricca di vitamine, in particolare A, C, K, B12, omega3, e povera in proteine animali è l'ideale per mantenere sane le articolazioni oltre a ridurre il rischio di sovrappeso.
  • ridurre l'assunzione di alcool, caffè e sale: questa triade riduce l'assorbimento del calcio e favorisce la decalcificazione delle ossa lunghe con aumento del rischio di osteoporosi, artrosi e fratture.

Il Convegno in Humanitas


Oggi tecniche diagnostiche e trattamenti chirurgici innovativi hanno modificato l'approccio alla malattia, in particolare nei giovani. Di trattamenti all'avanguardia per la cura dell'artrosi dell'anca se n'è parlato nel corso di un convegno in Humanitas, al quale hanno partecipato i massimi esperti del settore. Fra loro Guido Grappiolo, responsabile dell'Unità Operativa di Chirurgia dell'Anca e Chirurgia Protesica di Humanitas, Richard Villar (Cambridge, UK), uno dei maggiori esperti mondiali di chirurgia conservativa dell'anca, fondatore e presidente della Società Internazionale di Artroscopia di anca, e Michael Leunig, responsabile del Dipartimento di Chirurgia dell'Anca della Schulthess Clinic di Zurigo e autore di numerose pubblicazioni.
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