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martedì 16 maggio 2017

news !
nuovo prodotto x rallentare 
l' INVECCHIAMENTO
 combattere il MAL di TESTA  e . . . .   .   . !



Il coenzima Q10 (CoQ10, noto come ubichinone) è un elemento essenziale presente in ogni cellula di ogni essere vivente. La nostra produzione naturale di CoQ10 va incontro ad un rallentamento con l’invecchiamento, spesso maggiore del 50% a 50 anni !












  • E’ noto che i livelli di CoQ10 diminuiscono naturalmente con l’invecchiamento: sia a causa di una ridotta efficienza di produzione (biosintesi) nel corpo, sia a causa di aumentate richieste metaboliche. Questo spesso porta ad un calo del 50% all’età di 50 anni.
  • L’alimentazione e lo stile di vita sono noti come causa di deplezione non naturale di CoQ10.
  • L’uso di alcuni farmaci soggetti a prescrizione, in particolare le “statine” per l’abbassamento dei livelli di colesterolo nel sangue, ed altri farmaci da banco, può portare alla deplezione di CoQ10 nel corpo.


















Grazie alla sua capacità di trasferire elettroni e di agire come antiossidante il Coenzima Q è stato valutato come supplemento dietetico CoQ10 è stato ampiamente usato per il trattamento di disfunzioni cardiache, come l'infarto, e il cancro al seno.
È stato dimostrato come il coenzima Q10 possa avere effetti benefici su alcuni pazienti affetti da emicrania, ed è un componente principale del cocktail mito, usato nel trattamento della miopatia mitocondriale e in altri disturbi metabolici. Inoltre è anche al vaglio lo studio come trattamento del cancro e come aiuto sugli effetti del cancro.




Recenti studi hanno messo in luce come gli effetti antiossidanti dell'enzima Q10 possano avere benefici sul corpo e sul cervello. Alcuni di questi studi indicano come il coenzima Q10 possa contribuire a proteggere il cervello da malattie neurodegenerative, come la malattia del Parkinson, oltre che dai danni che provoca un'ischemia (stroke) al cervello. Altri studi recenti dimostrano un beneficio riguardante la possibilità di sopravvivenza, dopo un arresto cardiaco, se il coenzima Q10 viene somministrato in concomitanza ad un raffreddamento della temperatura corporea (compresa tra 32–34 )


Le funzioni del coenzima Q10                            

Il coenzima Q10 interviene in molti processi necessari per  la salute del nostro organismo. Sostanzialmente, però,   la sua azione  complessiva si articola  attraverso tre funzioni principali :
  • funzione cardioprotettiva: l'ubiquinone è fondamentale per il muscolo cardiaco, organo che necessita di moltissima energia per poter funzionare in maniera efficiente. La maggiore concentrazione di energia apportata dal Q10  incrementa la circolazione cardiovascolare
  • funzione citoprotettiva: il coenzima Q10 protegge le cellule dall'aggressione di elementi esterni, contribuendo al benessere del sistema immunitario
  • funzione neuroprotettiva: la vitamina Q agisce sul tessuto nervoso, sistema ad alto consumo energetico, regolandone l'equilibrio e contrastando l'insorgenza di malattie neurodegenerative



( nella foto GIUSEPPE DI BENEDETTO 65 anni e fa 120 in 1 giorno con la sua bici nella bellissima sua PUGLIA  ! )  
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Coenzima Q10: proprietà
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Questa molecola ha notevoli proprietà benefiche sull'organismo. In particolare:
  • stimola il sistema cardiocircolatorio: ll Q10 esercita complessivamente un'azione benefica sul cuore, poiché aumenta la bioenergia delle cellule, riducendone lo stress ossidativo e  determinando un effetto vasodilatatore
  • svolge un'azione antiossidante: aiuta a contrastare lo stress ossidativo prodotto dai radicali liberi. Questa proprietà si rivela molto utile a ridurre i sintomi del morbo   di Parkinson. Se somministrato ad alti dosaggi nei pazienti in cui la malattia non è ancora in stato avanzato, il coenzima Q10 aiuta a mantenere il controllo dei movimenti. 
  • ha proprietà antinvecchiamento: contrasta la perdita di elastene e collagene, rallentando la formazione di rughe e favorendo il mantenimento del tono cutaneo. In virtù di questa azione antiage, il coenzima Q10 trova impiego come ingrediente di creme antirughe e sieri per il contorno occhi 
  •  rafforza il sistema immunitario
  •  aiuta a contrastare le infezioni e la formazione di radicali liberi, stimolando la funzionalità delle difese naturali dell'organismo

  • contrasta il diabete: il coenzima Q10 interviene nella regolazione dell'insulina, contribuendo a ridurre i livelli di zucchero nel sangue anche del 30%
  • esercita una funzione ipotensiva: in caso di ipertensione, aiuta a ridurre i valori della pressione arteriosa
  • regolarizza i livelli di colesterolo: aiuta a diminuire il tasso di LDL (colesterolo cattivo) nel sangue e lo protegge dal processo di ossidazione che nel lungo periodo comporta la formazione di placche e l'insorgere dell'arteriosclerosi.
  • contrasta la stanchezza e l'astenia: aumenta l'energia disponibile per le cellule, favorendo anche la trasformazione e il rilascio di quella assunta attraverso l'alimentazione.
  • stimola il metabolismo: aiuta la respirazione cellulare, in modo tale che l'organismo, utilizzando più energia, bruci un maggior quantitativo di grassi immagazzinati
  • aiuta a sopportare la fatica: il Q10 è particolarmente utile per coloro che praticano attività sportiva, in quanto l'aumento del livello di energia consente una migliore tolleranza dello sforzo fisico
























Il coenzima Q10 agisce contro i perossidi che attaccano il collagene e l’elastina e quindi è efficace contro la perdita di elasticità e la formazione di rughe. In alcune ricerche il coenzima Q10 ha aumentato la sopravvivenza in caso di cancro. Come la vitamina E, il coenzima Q10 è liposolubile. È perfettamente tollerato e non sono stati mai descritti casi di intolleranza o di intossicazione. 

Il coenzima Q10 si trova nella carne, pesce, negli oli vegetali, nel germe di grano, nella soia. Attualmente viene impiegato nel trattamento di patologie cardiovascolari, distrofia muscolare e angina pectoris.



Integrazione con coenzima Q10
Il Q10 è un coenzima, cioè, come dice il termine, partecipa a diversi processi, a differenza degli enzimi i quali sono specifici per una determinata reazione. La proprietà degli enzimi e dei coenzimi è di partecipare come spettatori alla reazione chimica che rendono possibile (una specie di giudice che con il suo operato dà il via alla reazione): senza di loro non ha luogo, ma non vengono trasformati dalla reazione stessa.
In teoria quindi piccole quantità possono essere reimpiegate per produrre reazioni che coinvolgono notevoli quantità di reagenti. In pratica esiste ovviamente una piccola “perdita”. Se questa perdita non viene compensata con l’alimentazione e con la sintesi organica di nuovo coenzima Q10 ci possono essere problemi nel coprire quelle funzioni che sono tipicamente assicurate dal coenzima. 




















Effetti positivi sono stati registrati anche sulla qualità degli spermatozoi e su diverse cellule del sistema immunitario !

La protezione contro i radicali liberi, che si moltiplicano durante le infezioni, le malattie infiammatorie e l’effetto di sostanze tossiche, offre la possibilità di sfruttare nuovi ambiti di applicazione, che potrebbero arrivare fino ad un rallentamento del processo di invecchiamento. Non da ultimo, vanno sottolineati anche gli effetti positivi sul metabolismo lipidico e degli zuccheri.



INDICAZIONI:
1) protegge contro i radicali liberi e agisce come antiossidante


2) rafforza le difese immunitarie ed è di ausilio nella cura delle infiammazioni alle gengive

3) fornisce energia alle cellule

4) favorisce la demolizione dei grassi

5) abbassa la pressione sanguigna

6) protegge il muscolo cardiaco dalla mancanza di ossigeno

7) accelera il recupero delle fibre muscolari dopo uno sforzo



Coenzima Q10 e attività sportiva

Occorre sottolineare una volta per tutte che abbuffarsi di Q10 non migliora le prestazioni, poiché le reazioni a cui partecipa necessitano di decine di altre sostanze (che sono quelle poi effettivamente trasformate e che portano alla disponibilità di energia). Basta solo assicurarsi che non manchi, per evitare un calo delle prestazioni. 
Pertanto, dopo i 35 anni, può essere sensata un’integrazione di coenzima Q10 di 50 mg al giorno.








Dettagli
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Carenza di coenzima Q10

Nonostante sia prodotto dal nostro corpo e sia possibile integrarlo con l'alimentazione, ci sono alcuni fattori che contribuiscono a determinare un insufficiente livello di ubiquinone. Tra questi:
  • Invecchiamento: dopo i 35-40 anni, proprio quando ne avremmo maggiormente bisogno, il nostro organismo produce minori quantità di  vitamina Q
  • Malnutrizione: una dieta sbilanciata, ricca di grassi, zuccheri e alimenti raffinati, può portare a una carenza di Q10
  • Patologie: in presenza di malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson, patologie dell'apparato cardiovascolare, tumori e diabete, la concentrazione di Q10 si riduce considerevolmente
  • Interazione con farmaci: in alcuni casi, l'assunzione di alcuni medicinali può comportare una diminuzione del Q10 contenuto nelle nostre cellule. Ad esempio le statine, utilizzate nel trattamento del colesterolo LDL, utilizzano le stesse vie metaboliche del coenzima Q10. Pertanto, una riduzione dell'LDL determina automaticamente una riduzione del livello di ubiquinone.


Deficit di coenzima Q10

La carenza di vitamina Q non va confusa con la condizione di deficit di Q10, che è una malattia ereditaria, in cui si verificano mutazioni in alcuni geni che sintetizzano il coenzima.
Di questa malattia esistono 3 forme: una colpisce principalmente i reni, la seconda forma interessa i muscoli, mentre la terza colpisce il cervelletto e provoca convulsioni e difficoltà nei movimenti. Fortunatamente si tratta di una malattia rara, che si manifesta già durante l'infanzia.





















Cenni storici sul coenzima Q10

Il coenzima Q10 venne identificato per la prima volta nel 1957 da Fred Crane, professore presso l'Università del Wisconsin, all 'interno dei mitocondri di cuore di bue.
Nel 1978 il professor Peter Mitchell ha ricevuto il premio Nobel per la chimica per la formulazione della cosiddetta teoria chemiosmotica, che spiega come avviene il trasferimento di energia tra le cellule.

Nell'ambito di questa teoria, il professor Mitchell ha scoperto l'essenziale funzione svolta dal coenzima Q10 nella catena di elettroni che trasportano l'energia necessaria per l'efficiente funzionamento cellulare.

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